E così, il "Grand Final", termina ufficialmente la sesta stagione dell'European Poker Tour. Iniziata con personaggi altisonanti e numeri da record (o quasi, visto che quello della precedente tappa di Sanremo è rimasto intatto), la tappa di Montecarlo si presentava come un appuntamento che avrebbe garantito spettacolo e sorprese.

Negli 853 iscritti al torneo c'erano top players del livello di Phil Ivey, Daniel Negreanu, Patrik Antonius e tanti altri, ma nessuno di questi ha lasciato un segno importante su questa tappa dell'EPT; il palcoscenico è stato ceduto (o forse è stato preso di prepotenza) dalle "seconde e terze linee" del poker internazionale. Così quando sono stati eliminati molti tra i players italiani più importanti (Luca Pagano, Dario Minieri e Max Pescatori) già nel primo giorno di gara, noi tifosi azzurri ci stavamo preparando al peggio.

Nemmeno "Liv Boeree & co." sono riuscite a imporsi in maniera importante, come era capitato in precedenza. Proprio per questi fattori sembrava che la tappa giocata al "Casinò de Monte-Carlo" potesse essere ricordata per il suo "anonimato".

Per quel che riguarda noi italiani riusciamo a portare, con gran fatica, 7 players in zona premi, ma solo 6 (perché Tommaso Briotti viene eliminato appena scoppiata la bolla) riescono ad approdare al day 3, che inizia con 112 players left. Si presenta ardua dunque l'impresa per i sei superstiti azzurri e diminuiscono le possibilità di vedere un italiano protagonista. Al day 4 la squadra azzurra si presenta dimezzata con i soli Salvatore Bonavena, Domenico Iannone ed Emanuele Rugini a tenere alta la nostra bandiera.

Essere riusciti ad arrivare tra i primi 28, con 3 italiani ancora in gara sa quasi di miracolo che però, di li a  poco, si trasformerà in beffa perché i 3 italiani con maestria, pazienza e un pò di fortuna erano riusciti a rientrare ed arrivare fino agli ultimi 16, ma da quel momento qualcosa è cambiato e quasi in sequenza sono usciti uno dopo l'altro (l'ultimo, Salvatore Bonavena, ad un passo dal Final Table).

Il grande rammarico per noi italiani è proprio questo, non essere riusciti a portare nessun esponente del nostro poker al tavolo finale dove si sfidavano giocatori di valore, ma sicuramente non da considerare top players. Alla fine la vittoria, come tutti ormai sanno, è andata al libanese Nikolas Chouity che ha suggellato un torneo (ma sopratutto gli ultimi due giorni) condotti in maniera impeccabile.

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