Strana la vita, prima vieni accusato e tacciato di essere un giocatore scorretto e senza una morale (con tanta ipocrisia) e poi, dopo nemmeno un anno, sei un eroe, una stella, una leggenda.

In questi giorni, tuto questo, se lo sarà detto Filippo Candio, il primo italiano ad essere approdato in un tavolo finale del Main Event delle World Series of Poker. Il sogno di una vita per tutti i giocatori di poker; far parte dei November Nine è un motivo di vanto che equivale ad una vittoria di un grande torneo. Certo poi issarsi sul tetto del mondo e accaparrarsi il primo premio ultramilionario, più il famigerato braccialetto sarebbe davvero qualcosa di eccezionale.

Il 6 novembre prossimo, questo ragazzo 26enne di Cagliari proverà, ancora una volta, a far emozionare e palpitare tutto il mondo del poker italiano. Prima della sua performance però, c'è altro dietro la vita pokeristica di Filippo.

Candio, prima di questo exploit, non era di certo tra i giocatori più amati del panorama italiano. A prescindere dalle sue grandi qualità, probabilmente la sua aggressività e il suo modo di stare al tavolo attiravano su di lui più antipatie che simpatie, ma per questo non lo si può biasimare poiché quelle sono le sue caratteristiche e (se si resta nei limiti) quello è un modo di giocare lecito, corretto e da rispettare.

Sotto questo aspetto, viene in mente un grande come Phil Hellmuth, uno dei giocatori meno sopportati di tutto il circuito e tutta l'antipatia verso di lui nasce da quel modo supponente e quasi arrogante di stare al tavolo, ma questo non significa che non sia un giocatore di poker, anzi Hellmuth è uno dei più grandi in assoluto (con il suo record di braccialetti vinti alle WSOP, ben 11).

Chi conosce personalmente Filippo è pronto a giurare sulle sue qualità umane e gli attestati di stima dei suoi colleghi/amici lo dimostrano.

Certo, per lui non è stato tutto "rose e fiori", anzi…Filippo si avvicina al poker qualche anno fa e pian piano si appassiona a questo gioco che sta iniziando ad espandersi in tutta Italia. Nel 2007 comincia a partecipare a piccoli tornei live e poco dopo arriva la sua prima vittoria importante ne "La Notte degli Assi 3" che gli vale una ricompensa di circa 11.000 €.

Dopo quell'affermazione inizia a farsi un nome nel circuito andando a premio in qualche altro torneo, tra cui il secondo posto nella Red Sea Poker Cup 2008 a Sharm el Sheikh. L'anno successivo arriva anche la vittoria in una tappa del Campionato Italiano Pro che gli dà diritto ad un premio da 140.000 € (quello che sarà per lungo tempo la sua vincita più grande, prima di venire stracciata dal risultato al Main Event delle WSOP).

Il 2009, dopo questa vittoria e un bel piazzamento a premi in una delle tante tappe sanremesi dell'Italian Poker Tour, sembra essere un grande anno per Candio che però viene investito da una vicenda che lo oscura e con cui i suoi detrattori trovano materiale per sparlare contro di lui. In pratica Filippo viene accusato di far giocare altre persone con il suo account e le accuse diventano realtà quando viene notato che, mentre lui è impegnato a Campione d'Italia durante una tappa dell'Italian Rounders Poker Tour, il suo account è online ed iscritto ad alcuni sit&go.

La notizia in breve tempo fa un giro sul web e si espande velocemente con il risultato che tutto quello che di buono aveva fatto, che gli era valsa anche la sponsorizzazione di PokerStars, pare essere cancellato con un colpo di spugna.

Senza più il suo contratto con PS e con alcuni personaggi apertamente contro di lui (come Fabio Bufalini), ricomincia da capo usando solo il suo grande talento. Dopo qualche mese dall'accaduto si piazza In The Money all'European Poker Tour di Deauville (Gennaio 2010), ma quello è solo l'inizio della sua "vendetta".

Quando iniziano le WSOP di quest'anno sicuramente avrà pensato e sperato di far bene in qualche evento, magari con un tavolo finale in qualche evento "minore" e forse aver fatto "solo" un piazzamento a premi nell'evento #11 non è stato il massimo per lui, sopratutto per la sua voglia di rivincita.

Però, conoscendo il personaggio, si deve esser detto e convinto del fatto che mancava ancora il Main Event e che tutto era possibile, certo l'impresa restava difficilissima, ma perché non tentare? E così giorno dopo giorno ha accumullato chips, dominando e bullando i tavoli dove andava a sedersi così riuscendo a piazzarsi stabilmente tra i primissimi del chipcount dall'inizio sino alla fine.

La "vendetta" è stata consumata fredda e crediamo abbia un gusto speciale per chi sia stato bruciato ma poi, come la mitologica "Araba Fenice", risorto dalle proprie ceneri … più forte di prima.

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