Correva l'anno 2003 quando nella scintillante Las Vegas uno sconosciuto giocatore amatoriale di poker, Chris Moneymaker,  riusciva a battere Sam Farha e trionfava nel main event delle World Series of Poker, portandosi a casa ben 2,5 milioni di dollari. Tanto si è scritto e detto, ma è ormai praticamente assodato che uno dei fattori del clamoroso boom planetario del poker è rintracciabile nella storia a lieto fine del giovanotto che "svolta" partendo da un satellite da soli 39 dollari, nella sostanza: if Chris can do it, anyone can!

Ora, con l'incredibile risultato ottenuto da Filippo Candio, sono in molti ad ipotizzare un'onda lunga nel movimento pokeristico italiano, in grado di far ampliare un mercato che negli ultimi mesi ha fatto registrare segnali preoccupanti. Va detto però che la situazione è estremamente complessa e richiede certamente una serie di ulteriori considerazioni, come messo anche in evidenza da autorevoli opinionisti su importanti forum di settore. Prima di tutto infatti appare evidente che un eventuale "ritorno" dalla vittoria di Filippo dipende molto dal risultato del final table: se infatti l'eccezionalità del risultato è assodata per appassionati e giocatori, appare difficile che il grande pubblico possa sorprendersi per una "semplice" fase finale.

Chiaramente va poi valutato il fattore "media", ovvero quanto e come i mezzi generalisti si interesseranno alla vicenda e dunque daranno spazio ad un risultato unico nella storia del poker italiano. In questo caso conterà molto la capacità di Filippo e del suo entourage di "presentarsi nel modo giusto" (ovviamente sempre che il sardo ne abbia voglia o lo reputi necessario, dal momento che potrebbe anche legittimamente dare priorità allo studio e alla preparazione del final table), anche se bisogna sottolineare l'assenza di un forte sponsor in grado di far leva da un punto di vista pubblicitario. L'accordo con Full Tilt Poker in vista del final table, infatti, non è garanzia di visibilità ed esposizione mediatica in ambito nazionale, dal momento che FTP ancora non opera nel nostro mercato ed appare improbabile che decida di "pre – investire" cifre importanti in vista di un prossimo approdo con una piattaforma .it.

Insomma, anche se al momento va comunque registrato un alto picco di interesse (anche da parte di nuovi utenti), sembra ancora presto per capire se ed in che modo l'effetto Candio – November Nine rianimerà il mercato del poker, portando nuovi giocatori sulle .it e contribuendo a sdoganare il poker su più vasta scala. Il tutto senza dimenticare l'aspetto tecnico dell'impresa di Pippo, che certamente per lui e per i veri appassionati vale più di tante interviste o del classico "quarto d'ora di celebrità"…

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