Lo storico giorno X del poker cash game in Italia è arrivato. Dalle ore 14 di ieri si può dire ufficialmente conclusa la fase di sperimentazione, avviata dal Governo con il Decreto Abruzzo nel 2009. Diciamo subito che i primi vagiti della nuova variante del poker online sono stati tutt'altro che gioiosi. Chi si aspettava un inizio  elettrizzante e coinvolgente, ha visto davvero deluse le proprie aspettative. O meglio le emozioni ci sono state, ma sono state quelle che per ore ed ore hanno provato coloro che, con scarsi esiti, tentavano di accedere ai tavoli verdi virtuali. Complici le disfunzioni del server Sogei che è non si è dimostrato pronto ad un'affluenza così intensa. E dunque il sistema centrale è andato down più di una volta e i rallentamenti l'hanno fatta da padrone. Sisal, Partypoker, Netbet e Pokerstars, le poker room accomunate da varie complicazioni tecniche (dagli accrediti di denaro ai crash). Sicuramente in questi giorni i problemi andranno a diminuire in maniera speculare al perfezionamento di un servizio che riguarda comunque una modalità di gioco ancora sperimentale nel nostro Paese (non è un caso se ieri ed oggi si è deciso di limitare il cash game dalle 14 alle 17 e solo da venerdì si giocherà ininterrottamente). E in realtà secondo fonti istituzionali il 90% degli operatori oggi non ha avuto problemi nella finestra di gioco.

Ma a ben vedere il vero problema della prima giornata del poker cash game in Italia non è stato quello dei malfunzionamenti del sistema. La rogna è sempre la solita: poker = gioco d'azzardo. E con l'introduzione della nuova variante, il coro di proteste di psicologi, consumatori e moralisti raggiunge l'apice. "Il poker online è un azzardo legale anche in Italia", "In Italia l'azzardo è online. Via a poker cash e casinò games", "Il poker on line cash è legale, allarme per i ragazzi": sono questi i titoli più gettonati visualizzabili in Rete, a proposito del debutto del cash game nel nostro Paese (per non parlare di ciò che si è detto in televisione e letto sui media a stampa). E c'è anche chi scrive: "Il poker online e la stangata della manovra: due facce della stessa medaglia".

Ok, a quasi nessuno è sfuggito che l'avvento della nuova variante pokeristica è un altro modo per arricchire lo Stato. Ricordiamo che il decreto dei Monopoli fissa le regole del payout per gli skill games ad almeno l’80% della raccolta. Per i giochi di carte in modalità diversa dal torneo, e dunque anche per il poker cash, è destinato ai giocatori un ritorno del 90% della vincita. Ciò significa che in un anno la raccolta potrebbe infondere nelle casse dello Stato italiano ben 18 miliardi di euro. Provenienti, però, non solo dal poker online, ma pure dai giochi da casinò online. Da ieri infatti è possibile giocare con soldi veri pure a black jack, roulette e molti altri giochi d’azzardo. D'azzardo, sì. Non "skill game", cioè i giochi d'abilità come il poker, dove la componente fortuna è solo una parte delle due componenti chiave. L'altra è, appunto, l'abilità. Si intende, stando a quanto scrive il dizionario Zingarelli, per "abilità" l’effetto causato dalle nostre azioni, mentre per "fortuna" l’effetto causato da variabili al di fuori del nostro controllo. A un tavolo da nove giocatori su 10, 20, anche 30 mani, la sorte potrà girare dalla parte di chiunque dei presenti, ma nel lungo periodo il giocatore più forte verrà fuori. E' dunque la fortuna che ha portato a diventare ricchi e famosi personaggi come Phil Ivey, Daniel Negreanu e Phil Hellmuth, o anche Dario Minieri, Filippo Candio o Max Pescatori qui in Italia?

E' sempre la solita solfa. Lo Stato che ha sempre lucrato sul vizio del gioco (basti pensare agli incassi da record di casinò, slot machines, gratta e vinci e chi più ne ha più ne metta) ora vede un nuovo nemico comune, in grado di gettare sul lastrico intere famiglie.