Tra le tante discussioni e i mille contributi all'ormai eterna querelle "poker gioco di fortuna – gioco d'abilità", merita particolare considerazione il dibattito che si sta svolgendo in questi giorni nientemeno che nelle stanze della Suprema Corte di Giustizia della South Carolina, negli Stati Uniti. La Corte in particolare è chiamata ad esprimersi su un argomento di per sè non estremamente delicato, ovvero sul fatto che il giocare una partita a Texas Hold'em in una residenza privata possa essere un crimine in quanto proibito dalle restrittive leggi sul gambling della South Carolina. In realtà, però la partita è ben più ampia e controversa, in quanto i cinque Giudici, al fine di deliberare sulla violazione o meno delle leggi sul gioco d'azzardo, dovranno appunto esprimersi sulla vera natura del poker, chiarendo se dal loro punto di vista si tratti di un gioco in cui predomina la fortuna o l'abilità individuale.

Chiaramente gli interventi in merito alla questione sono stati tanti e di diverso avviso (e la nostra opinione in materia è già nota, inclusa l'assurdità della distinzione nei confronti del poker cash game), ma crediamo sia giusto riportarvi le parole di John Pappas della Poker Players Alliance che, davanti alla Suprema Corte ha dichiarato: "Questo caso non ha nulla a che vedere con i Casinò o i Video – Poker. qui si parla della libertà di adulti nel praticare un gioco di abilità come il poker nelle proprie abitazioni". Ovviamente le ragioni di una simile contesa esulano dalla questione in se (e citando una nota canzone si potrebbe dire "la ragione è dalla nostra parte ricordatelo…") ma investono motivi di ordine politico ed economico: dunque, aspettiamoci di tutto…