La domanda è nota ed ampiamente dibattuta nel corso degli ultimi giorni, anche in vista dell'imminente approdo dei cash games sulle poker rooms .it.

Qualche mese fa fece molto discutere un intervento della dottoressa Paola Vinciguerra, specialista in disturbi ossessivo – compulsivi, che di fatto individuava nel poker online una grave minaccia per gli utenti, equiparando in modo sistematico il poker online al gioco d'azzardo.

Va però detto che l'equiparazione gioco di carte – gioco d'azzardo non è così automatica e una semplice analisi statistica dell'incidenza del caso nel Texas Hold'em, ad esempio può contribuire a sfatare questo tabù. La comunità dei giocatori, infatti, tende a considerare il poker come un vero e proprio sport, nel quale occorrono notevoli capacità intellettive e di concentrazione, unite alla conoscenza di tecniche e strategie ottenuta attrverso lo studio e l'applicazione.

L'idea stessa che un gioco così complesso (per eccellere nel quale occorre combinare il talento all'applicazione, la concentrazione alla "forma fisica", per enumerare solo qualche aspetto), possa essere banalmente etichettato come "gioco d'azzardo" è francamente semplicistica e poco inerente alla realtà. Certo, c'è il problema di un approccio sano ed intelligente al gioco, ma ciò evidentemente prescinde dalla passione di tanti giocatori che vedono nel poker principalmente un divertente hobby.

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