Continua a far discutere il servizio di Giulio Golia de "Le Iene" sul poker online andato in onda nell'ultima puntata della popolare trasmissione di Italia 1.  Nei forum di settore e sulle pagine facebook di appassionati e giocatori di poker tiene infatti banco la polemica per il modo in cui è stato confezionato il servizio e più in generale per l'immagine con la quale i media spesso si accostano al mondo del poker. Ma proviamo a fare un passo indietro e vediamo quali sono i "punti della discordia".

L'inviato di Italia 1 Giulio Golia realizza infatti un servizio nel quale intende mostrare nel dettaglio la vita e "il lavoro" di un giocatore professionista di poker online. Ad essere intervistato è uno dei più conosciuti grinders italiani, il pro di GD Poker Cristiano Guerra, il quale accetta di ospitare il giornalista nella sua postazione di lavoro nella sua casa romana. Dopo qualche battuta (con molto mestiere Golia prova a far passare crisbus per una sorta di "bamboccione" che vive con i suoi senza aver completato gli studi…), l'inviato assiste ad una mini sessione di grinding del player romano, al termine della quale (una quindicina di sit più o meno) il bilancio è negativo di circa un centinaio di euro. Da ciò l'ironia ed il sarcasmo della Iena che chiude la trasmissione spiegando come possa essere semplice "rimanere in mutande" a causa del poker online.

Ovviamente, uno dei punti di discordia è probabilmente il taglio dato al servizio, dal quale, salvo qualche timida precisazione di Cristiano ripresa dalla Iena, si ricava la sensazione di una attività pericolosa, nella quale si è esposti al caso e alla sorte, mentre vengono evidenziati i rischi e le problematiche di un gioco dissennato. Per non parlare dell'assenza di qualunque riferimento a concetti fondamentali nel mondo del poker come quelli di gestione del bankroll, lungo periodo, studio ed applicazione della disciplina e via discorrendo. Insomma, ciò che sta facendo infuriare (e reagire con centinaia di messaggi di sdegno) il popolo degli appassionati di poker è ancora una volta l'approssimazione e la superficialità con la quale in televisione e sui media viene liquidata la "questione poker", equiparandola al gioco d'azzardo o, probabilmente ancora peggio, ad una specie di lotteria – gratta e vinci da giocarsi su internet (tra l'altro uno dei motivi dello sdegno della comunità del poker è proprio l'assenza di una simile "impostazione" per servizi riguardanti i vari win for life, gratta e vinci eccetera…).

Un segnale preoccupante, dunque, specie se giunge da una delle trasmissioni più apprezzate per la serietà ed il rigore delle inchieste giornalistiche: anche perchè, al di là della legittimità delle considerazioni fatte da Golia, la superficilità e l'approssimazione con la quale è stato trattato l'argomento sono sotto gli occhi di tutti. Appare netta, infatti, la differenza fra il mettere in guardia gli utenti dai rischi di un gioco scriteriato e senza la minima conoscenza "tecnica" (come è stato ribadito anche da campioni affermati, "non bastano mesi di good run per sentirsi i nuovi talenti del poker") e il dipingere il mondo del poker online come un vortice succhia – soldi e rovina – famiglie.

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