Manca davvero pochissimo al final table del main event delle World Series Of Poker 2010, l'evento che per il nostro Filippo Candio, primo italiano a raggiungere tale traguardo, rappresenta la grande occasione della sua ancor giovane carriera. Una opportunità incredibile per Drive On, con il braccialetto di Campione del Mondo ed il primo premio da quasi nove milioni di dollari che saranno assegnati al termine di una gara che si preannuncia emozionante ed incerta fino alla fine con i November Nine a sfidarsi mano dopo mano, colpo su colpo.

Ieri vi avevamo aggiornato sul momento di forma degli avversari del nostro alfiere, oggi invece vogliamo segnalarvi una breve intervista di Candio al sito del Corriere della Sera. Un pezzo in cui la giornalista lascia volutamente da parte gli aspetti tecnici del gioco in se, per tratteggiare il ritratto di un "ragazzo del poker che punta a vincere nove milioni di dollari" e per convincere Pippo a lasciarsi andare ad alcune confessioni personali. "Ho fatto il liceo classico, mi hanno bocciato subito in quarta ginnasio e poi ancora alla maturità. Ma ero un mezzo pazzo, in classe non ci andavo proprio, passavo le mattine a giocare a poker o a biliardo […] fidanzate non ne ho, non ho tempo, almeno sono onesto, non come un mio amico che ne cambia una per ogni torneo". Del resto ormai il poker è la vita stessa del rounder sardo che sottolinea come "Il poker non è cosa per cretini, è un gioco intellettuale, ci vuole logica, matematica, colpo d'occhio, mente elastica. E poi socialmente è interessante, azzera ogni differenza, al tavolo siamo tutti uguali". Insomma, una breve intervista, ma soprattutto un segnale di come l'esperienza che Candio si prepara a vivere a Las Vegas possa attirare ancora tantissima attenzione da parte dei media nazionali, sperando che tutto ciò serva a rimettere in diiscussione tanti preconcetti e facili giudizi sul gioco del poker.

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