Domani 9 settembre cade un singolare anniversario che certamente non sarà ricordato con piacere da migliaia di appassionati di poker italiani: è passato infatti un anno esatto dall'emanazione della tristemente famosa circolare che ha imposto lo stop all'attività live dei circoli territoriali. Un anno durante il quale, con il parallelo azzeramento di un settore in piena crescita, è nata una vera e propria zona grigia, con molti circoli che hanno continuato ad operare nell'illegalità più completa, con decisioni e comportamenti contrastanti da parte degli organi giudiziari (tra arresti, denunce e sentenze di diverso tipo).

Proprio in concomitanza con tale ricorrenza, ecco un bel servizio di agicoscommesse che ha interpellato sul tema diversi esponenti del movimento pokeristico italiano. A partire da Isidoro Alampi (presidente FIGP) per il quale "La situazione è intollerabile. Non è possibile andare avanti così, E' passato ormai un anno e non sono stati compiuti passi avanti. Attendevamo un regolamento nazionale che non è mai arrivato e così per noi è difficile andare avanti. Riceviamo miriadi di proteste ogni giorno e stiamo pensando anche al ricorso in Corte di Giustizia Europea, vista la disparità che si è creata in Italia". Per Domenico Tresa di Italian Rounders invece: "è stato bloccato un settore importantissimo e navighiamo ora in mare aperto, senza alcuna idea di cosa possa accadere in futuro […] Un trattamento pari al gioco telematico sarebbe stata la via migliore e senza dubbio la più semplice. Anche perché non ci dobbiamo scordare che il poker dal vivo impone dei limiti: non si possono giocare contemporaneamente più partite, mentre l'online da questo punto di vista consente di giocare anche venti tornei da 100 euro in un giorno". Insomma, una situazione che ancora una volta penalizza gli appassionati di poker sportivo e ovviamente a trarne vantaggio sono i soliti (pochi) gruppi operanti nel settore online.

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