Continua la paradossale questione del poker live in Italia, tra blitz delle forze dell'ordine, ricorsi in tribunale, indiscrezioni, ritardi e clamorosi errori da parte degli organi competenti. Stavolta a finire sotto i riflettori e a scatenare nuove polemiche è la decisione da parte del Tribunale Amministrativo della Toscana di rigettare il ricorso presentato dall’Associazione Poker Sportivo Texas Montecatini.

Tale ricorso conteneva l'istanza di annullamento del parere negativo della questura in merito alla richiesta del circolo di autorizzare un "Corso di poker" nei propri locali. Secondo il TAR dunque, la decisione degli organi di polizia di non concedere il via libera alla scuola di poker è ineccepibile dal punto di vista legale anche e soprattutto dal momento che "non esiste licenza o comunque titolo autorizzatorio previsto dalla legge" relativo ad una simile attività.

Insomma, nella latenza della legge, i giudici ritengono che per analogia nemmeno l'insegnamento del gioco del poker (illegale?) possa ritenersi legittimo: ora non resta che attendere un eventuale ricorso al Consiglio di Stato (ammesso che i gestori del circolo decidano di sobbarcarsi tale ulteriore onere). Insomma, oltre a non praticare il gioco live, ora si scopre anche l'impossibilità di studiarlo: a quando anche il divieto di parlarne?

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