Il momento della distribuzione dell'ultima fatidica carta comune del Texas Hold'em, il river, è spesso vissuto con terrore e tensione dai giocatori di poker. In pochi secondi, infatti, possono cambiare gli equilibri, capovolgersi le posizioni, passando dalla gioia all'angoscia o viceversa, fino a condensare in un breve momento ore ed ore di gioco. Praticamente non esiste un solo giocatore o semplice appassionato di poker che non abbia un "proprio river" da raccontare, da maledire o benedire, così come non si contano ormai le frasi, i detti ed i modi di dire intorno alla fatidica "quinta" carta.

Quello che vi mostriamo oggi è però un momento di una intensità senza eguali, una situazione nella quale nessun giocatore di poker vorrebbe mai trovarsi nella propria carriera. Siamo al main event delle WSOP 2010 e in una delle mani del day 8, con solo 15 giocatori a contendersi uno degli otto posti al final table (che ricordiamo si giocherà fra pochissimi giorni con il nostro Filippo Candio grande protagonista), si affrontano due fra i chipleader della gara, il canadese Jonathan Duhamel e lo statunitense Matt Affleck, uno dei migliori fino a quel momento e giocatore di grandissimo talento. Ovviamente non vi diciamo molto circa la dinamica dell'azione, limitandoci solo a suggerirvi di prestare particolare attenzione alle reazioni dei due players coinvolti, i quali, pur non riuscendo a controllare le proprie emozioni, riescono a comportarsi con grande sportività, facendo onore a questo bellissimo gioco.

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