La Harrah's Entertainment, il circuito World Series of Poker, i giocatori e anche la città di Las Vegas si stanno preparando per l’invasione che porteranno le imminenti WSOP 2010. La manifestazione pokeristica più importante dell’anno si svolgerà in sei settimane di tornei che comprendono ben 57 eventi, decine di migliaia di giocatori, e un numero ancora più alto tra fan e visitatori. Per questo che è richiesta una pianificazione e preparazione da parte di tutti i soggetti coinvolti.

La città di Las Vegas ha un disperato bisogno di un evento come le WSOP. Sia il numero di visitatori che l’importo delle entrare sono diminuiti a causa delle crisi economica mondiale, per cui le World Series Of Poker arrivano in un momento perfetto. Si è calcolato, infatti, che agli oltre 60.000 giocatori che verranno a spendere nei vari casinò, se ne aggiungeranno 40.000, tra visitatori ed appassionati delle WSOP.

Anche Harrah's e il Rio All-Suite Hotel and Casino sono stati coinvolti nella crisi. Harrah's è stata costretta a drastiche misure di riduzione dei costi a causa della diminuzione delle entrate nella ‘Sin City’, ed una di queste misure è stato il tentativo di vendere il Rio, sede del WSOP per quasi tutto l'ultimo decennio.

I progetti sono in via di sviluppo, dopo che quasi 500 giocatori sono stati costretti a rinunciare al Main Event 2009 a causa di strutture insufficienti. Va detto che la scorsa edizione ha fatto registrare il record di partecipazioni con un totale 60.875 players per 174 milioni dollari. Si prevede che quest’anno le iscrizioni siano anche superiori; non a caso gli organizzatori sono stati costretti aumentare le dimensioni, aggiungendo quasi il 25% dell’area dello scorso anno e arrivando a contare 377 tavoli distribuiti su oltre 100.000 metri quadrati.

Il vincitore dello scorso anno Joe Cada ammette che le lunghe ore passate al tavolo verde richiedono molto addestramento: “E ‘una lunga serie, per cui ci vuole allenamento. Quando mi è stato detto quanto sia faticoso, ho pensato Sono solo carte e le carte non è molto stancanti' Ma lo sono”.

Biagio Chiariello