Fin dalle prime battute del main event si è intuito che queste potevano davvero essere le World series of Poker di Filippo Candio. Il sardo è stato infatti fin dall'inizio tra i chipleaders della gara, riuscendo a costruirsi uno stack consistente fin dal day 1 e continuando ad accumulare chips anche grazie ad alcuni piatti portati a casa in modo "rocambolesco". In rete non si è fatto altro che parlare di alcuni clamorosi "scoppi" e da più parte esperti ed appassionati non hanno lesinato critiche al modo di giocare (e soprattutto di esultare) del neo sponsorizzato Full Tilt Poker.

Probabilmente però, al di là di alcuni giudizi su qualche mano particolare (tra l'altro condivisi dallo stesso Candio), non si tiene nella giusta considerazione la portata del risultato conseguito fin qui dal simpatico Filippo, che è l'unico italiano nella storia ad aver raggiunto un simile traguado. E, sinceramente, il ridurre un simile exploit ad una serie di coincidenze fortunate è davvero ingiusto ed ingeneroso (oltre che nemmeno corrisondente alla realtà dei fatti) nei confronti di un rounder che ha dimostrato grandi qualità in un torneo così lungo e stressante. Fatto sta che domani sera Filippo Candio, 26 anni da Cagliari, si siederà al seat 8 del final table del main event WSOP 2010, tra l'ottimo John Racener e la sorpresa Soi Nguyen e cercherà di portarsi a casa un braccialetto (ed un premio di circa 9 milioni di dollari) che segnerebbe un traguardo incredibile anche per tutto il movimento pokeristico italiano: dunque, forza Pippo!

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