Non c'è alcun dubbio sul fatto che Michael Mizrachi fosse il giocatore più atteso al final table del main event delle World Series Of Poker 2010. Così come pochi dubbi permangono sul fatto che in fondo in fondo The Grinder sia rimasto piuttosto deluso dal suo quinto posto, almeno dopo essere riuscito addirittura a prendere il comando del chipcount. Tuttavia il suo resta un risultato straordinario che gli consente di chiudere da vero dominatore della quarantunesima edizione delle World Series, unico top player al final table dopo il successo nel $50,000 Players' Championship e gli altri incredibili piazzamenti. Il suo main event è stato infatti in continuo crescendo, con giocate di classe assoluta e grandissima capacità di gestire il proprio stack, anche e soprattutto nei momenti di difficoltà. Non a caso si tratta probabilmente di uno dei migliori interpreti del "gioco da short stack" (una singolare specializzazione…), al quale non possiamo che assegnare un meritatissimo 8,5 che rende anche omaggio al suo consistente balzo nella All Time Money List.

Il final table – Analizzare il modo in cui The Grinder ha affrontato l'appuntamento più importante della sua carriera appare compito estremamente arduo. La sensazione è che abbia talmente pianificato le sue mosse da limitare al massimo le sue tipiche giocate out of position. Tuttavia a ben guardare il suo è stato un crescendo continuo, fino alla tanto discussa mano contro John Racener, quando con A8 ha chiamato il push del rivale (AK), sacrificando gran parte del suo stack e consentendo al runner up di tornare in partita. Anche nella mano contro Filippo Candio non ci è sembrato impeccabile, mentre molto arduo si rivela giudicare la mano della sua eliminazione, nella quale è caduto in una "trappola perfetta" messa in piedi da quello che sarà poi il campione del mondo, Jonathan Duhamel.