Nel nostro viaggio attraverso la storia delle World Series of Poker abbiamo avuto modo di cominciare a conoscere le grandi leggende del poker, personaggi di grandissimo carisma e dal ricco palmares. Ma quello di cui parleremo in questo articolo è il talento assoluto del poker, da molti considerato il più grande giocatore di tutti i tempi: lo statunitense Stu Ungar.

1979:

Nel main event No Limit Hold'em ad imporsi è Hal Gene Fowler, che incassa un premio di 270mila dollari riuscendo a battere l'agguerrita concorrenza di 54 giocatori. Dagli altri 11 side events, vanno segnalate le performance di Bobby Baldwin che vince il $10,000 Deuce to Seven e di Doyle Brunson che conquista un altro dei suoi braccialetti nello Stud.

1980:

Stavolta i giocatori iscritti sono 73 ed al Binions va in scena uno dei duelli che resteranno nella storia del poker. Infatti, nell'heads up conclusivo si presentano Sua Maestà Doyle Brunson ed il giovane "capellone" Stu Ungar: sarà quest'ultimo a spuntarla, con una condotta di gara praticamente perfetta che gli consentirà di aggiudicarsi i 365mila dollari in palio. Quanto a Doyle, si consolerà con un altro secondo posto nel side da $10,000 Deuce to Seven

1981:

Sempre al Binions, sono 75 i partecipanti alla competizione che vede il secondo trionfo consecutivo di Stu Ungar. Il formidabile rounder piega la resistenza di Perry Green e si conferma dotato di una tecnica straordinaria, che lo porterà a trionfare anche nel Deuce To Seven da $10,000.

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