Le edizioni delle World Series of Poker delle quali vi parliamo in questo breve articolo meritano certamente una considerazione particolare, in virtù delle storie che nascondono, dense di un significato che va al di là della vittoria in se.

1997:

Il 1997 vede ben 312 iscritti al main event, con il primo premio che è ancora una volta di 1 milione di dollari. Ad aggiudicarselo è il mitico Stu Ungar, che diventa così l'unico giocatore ad aver vinto 3 main events delle WSOP. La storia di Stu è ormai proverbiale: dai trionfi dei primi anni 80 al lungo oblio, tra alcool e droga, tra avventure fugaci ed investimenti fallimentari che lo portano alla bancarotta. Nel 1997 non avrebbe nemmeno i soldi per pagare il buy in, ma trova uno staker e senza colpo ferire porta a casa il successo: purtroppo però non si tratterà della sua redenzione, ma solo del canto del cigno di un personaggio leggendario, dal momento che poco più di un anno dopo verrà trovato senza vita nella sua camera d'albergo (all'età di 42 anni). Nei side events successi per Jonny Chan, Phil Hellmuth e Dave "The Devilfish" Ulliot.

1998

Ben 350 iscritti e alla ribalta sale un altro dei grandi Personaggi del poker mondiale, "The Prince" Scotty Nguyen: McBride e T. J. Cloutier battuti e in archivio il prestigioso braccialetto da 1 milione di dollari. Da segnalare anche la vittoria nel side Pot Limit Hold'em di un certo Daniel Negreanu, un altro campionissimo del poker moderno.

1999

Ancora al Binion's e ancora una grande sorpresa nel main event della trentesima edizione delle World Series. Infatti, ad imporsi è Noel Furlong, irlandese così come altri due giocatori al final table (con anche lo svizzero Bigler): a difendere i colori statunitensi, comunque sono giocatori del calibro di Goehring, Seidel ed Huck Seed (che non riesce a replicare il successo precedente). Nei side si segnala anche un giovane (e meno chiacchierone) Mike "The Mouth" Matusow.