Quando si pone la domanda "le persone rapinate e il suo assistito si conoscono?", l'avvocato di Ciro De Tommaso, Nello Sgambato risponde: "Che io sappia c'è una persona che diciamo si legge che effettivamente l'ha riconosciuto dopo a Ciro, "Ue Cirù ma song ij".

Può sembrare un dettaglio ma nulla in questa indagine è secondario per ricostruire quanto accaduto la notte del 4 ottobre. Luigi Caiafa un ragazzo di 17 anni e Ciro De Tommaso che di anni ne ha 18, avrebbero tentato una rapina a bordo di un motorino. Le vittime sono tre ragazzi in una Mercedes. Quello che accade nella notte è che un poliziotto, intervenuto per sventare la rapina, spara uccidendo Luigi Caiafa. L'agente ora è indagato per eccesso colposo di legittima difesa. Questo, va chiarito, è un atto dovuto. Ciro De Tommaso nel frattempo attende l'udienza di convalida, che avverrà nello stesso giorno, probabilmente, dell'autopsia sul corpo di Luigi. Una dinamica complessa che vede al centro una pistola a salve che, secondo fonti investigative, sarebbe stato Ciro De Tommaso a puntare alla testa del ragazzo che era alla guida della Mercedes, per poi puntarla contro i poliziotti sopraggiunti, che si sarebbero qualificati. Fondamentali saranno le immagini acquisite dagli investigatori per chiarire l'esatta dinamica.

Nel frattempo, l'avvocato di Ciro De Tommaso fa sapere che il suo assistito è indagato, in attesa dell'udienza di convalida, "per rapina aggravata, ricettazione e armi". Sulla pistola che secondo la polizia sarebbe stata in possesso di De Tommaso l'avvocato invece spiega che occorre parlare prima con il suo assistito, per chiarire la vicenda. Ma la rapina, conferma l'avvocato, c'è stata. "All'atto che loro si stavano allontanando sopraggiunge una macchina (della polizia ndr) e i ragazzi nella macchina (mercedes ndr) dicono abbiamo sentito solo gli spari. Abbiamo visto una persona a piedi e poi abbiamo capito che era un poliziotto e abbiamo sentito gli spari".